Parole del dialetto vogherese

La parola in evidenza

sgagiàs, v intr
affrettarsi

sgàgiat! affrettati, datti da fare, dal dialetto degli ebrei del basso Piemonte e dal gergo degli zingari che chiamavano goj, gojm, gagio i cristiani, i non ebrei, caratterizzati dall'essere poco svelti e meno furbi di loro.

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ragò, sos mas
piatto tipico della cucina lombarda fatto di verze, verdure varie e carni diverse di maiale. Ina ltri posti della Lombardia viene chiamato casoela.
Da non confondersi con il ragù bolognese o quello napoletano.
Dato il numero di ingrdienti diversi che vi entravano, la parola ragò veniva usata figurativamente anche per indicare confusione, mescolanza di cose

rancà, v tr e intr
estirpare; l'imperativo rànca è usato per togliti di mezzo, levati

rasià, v tr
segare; rèsia è la sega

remenà, v tr
rimestare

renta, avv
nelle vicinanze di
rimulàs, sos mas
rafano, rapa bianca

ribota, sos fem
riunione conviviale con grandi quantità di cibo, picnic, abbuffata

rispoursè, sos mas
riccio, porcospino
rob, roba, sos fem
cosa, beni; la so roba: isuoi beni; i so rob: le sue cose; l'a fat fora tut la roba: ha dissipato tutti i suoi beni; l'a ciapà i so rob e l'è andàt via: ha raccolto le sue cose e se ne è andato
roud, sos mas
letame; roudèra è la letamaia

roudèla, sos fem
carrucola

rougà, v tr
suscitare, insistere, cercare
rounfà, v intr
russare
rousà, v intr
cercare mettendo disordine, rovistare
rouscà, v intr
lavorare duro, faticare
rousì, v intr da pronunciarsi con la esse dolce
litigare, attaccare briga; rousèn: persona litigiosa, rissosa, attaccabrighe
rousiòn, sos mas
torsolo di mela, pera, ecc
, avv
qui
in sà e in là: qui e là; vè in sà: vieni qui
sabar, sos mas
mastello
sacàgn, sos mas
strumento formato da una lametta da barba spezzata a metà, usato dai borsaioli per tagliare tasche e borse, ma anche per sfregiare
sacagnÓ: pieno di cicatrici, sfregiato
sacòcia, sos fem
tasca
sagrinà, agg
pieno di lividi ed echimosi
saltaciuend, sos mas
saltarecinti, di persona libertina che frequenta le mogli degli altri saltando le recinzioni posteriori dei cortili
sabrè, sos mas
costruttore di mastelli e tinozze di legno
sabòt, sos mas usato solo al plurale
grossi zoccoli di legno
sacramembal, sos mas
persona o cosa fuori dal normale
sapatà, v tr
calpestare
saraca, sos fem
pesce essicato e conservato sotto sale, stoccafisso, stock fish
sarnì, v tr
scegliere
sbagagià, v intr
sbadigliare
sboulugnà, v tr
disfarsi di qualcuno o qualcosa
al l'a sboulugnà via: se n'è disfatto, l'ha dato via
sbroufòn, sos mas
soffio
un sbrouf˛n ad vent: un soffio di vento, una ventata
sbruaciàs, v intr
sbrodolarsi, macchiarsi gli abiti di cibo o di qualche cosa
scalma, sos fem
lampo, saetta, fulmine
scalmanà, agg
persona visibilmente agitata
scapousà, v intr
inciampare
scarnebia, v intr usato solo nella terza persona singolare
pioviggina
scafaròt, sos mas usato solo al plurale
calze di lana
schita, sos fem
schiacciata, dolce tipico della cucina vogherese simile alla piadina romagnola
schis, agg
schiacciato, usato figurativamente per indicare moderatezza
stÓ schis: non mettersi in evidenza
s-ciupà, s-ciatà, v intr
scoppiare
scouriàs, sos mas
frusta dal lungo manico e fatta di strisce di cuoio (couràm) intrecciate; veniva usata dai carrettieri (i caretè) per dare il tempo al passo dei cavalli
scousà, sos mas
grembiule
sèlar, sos mas
sedano
sensosla, sinsosla, sos fem
zanzara, senza ossa
sfeta, sos fem
sfortuna, malasorte
sfrousà, v intr
compiere un'azione illegittima, scorretta
da sfros: non legittimamente
sgajent, agg
stridulo
sgarmàsa, sos fem
donna di facili costumi
sgiangà, v intr
strappare
sgourà, v tr
detergere; in genere si sgouravano i piatti con la pietra pomice
slinguà, v intr
sciogliersi
smangià, v intr
prudere
smentijà, v tr e intr
dimenticare

smijà, v intr
sembrare, assomigliare
G'a smija no: non gli assomiglia, ma anche non gli sembra, non Ŕ di quella opinione

smorbi, agg
di persona pretenziosa

smourfì, v intr
spassarsela, farsela bene

smoursà, v tr
spegnere
smorsa'l loum: spegni la luce

snougiàs, v intr
inginocchiarsi
snougià, snougiòn: inginocchiato
soca, sos fem
gonna

sold, sos mas plurale
denaro
Ancora negli anni '30 a Voghera e in Valle Staffora la parola lira non veniva mai usata, ma venivano usate le parole seguenti di evidente origine franco-piemontese:
un sold
: 5 centesimi di lira
mes franc: 50 centesimi
un franc, vent sold: 1 lira
cavoure(i)n: 2 lire
scoud: 5 lire
marengh: 20 lire

sou-sou, avv di modo
agitazione, eccitazione collettiva
gh'era tout un sou-sou: erano tutti agitati
sourfanèli, sos mas
fiammifero, zolfanello
spìcioula, sos fem gergale
bicicletta

spoutì, agg
ammucchiato, stipato, una cosa schiacciata contro l'altra

starnà, v tr
bruciacchiare; si starnavano i polli e gli animali da cortile dopo la spennatura per eliminare i residui dei calami; esiste, con lo stesso significato, anche il verbo italiano strinare

starplà, agg
di persona di poco conto, male in arnese, poveretto

stouplòn, sos mas
turacciolo

stragià, v tr
rovesciare, spandere, far tracimare
stragià la gera: spandere la ghiaia
strafougnà, v tr
stropicciare

strambalà, v intr
inciampare , barcollare

strusà, v tr
strisciare, sfiorare

stouplòn, sos mas
turacciolo

suflà, v intr
fishiare, fischiettare
sùfal: fischietto
sviandròn, sos mas
barcollamento a motivo della strada accidentata
... l'elenco non è completo, a presto per altre parole....